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Le cose inutili









Cercando il tema per questa puntata, oppresso dalla scadenza per la consegna degli articoli che si avvicinava inesorabilmente e dalla Mary che non mi concedeva una proroga nemmeno a pagamento, mi sono reso conto che tutti quelli che pensavo erano abbastanza inutili. Allora, e qui sta il genio dell’artista (la modestia è una dote che ho in abbondanza!), ho deciso di parlare proprio delle cose inutili. No, non è una pagina autobiografica (mi aspettavo la battutina spocchiosa (soprattutto da Calliope*), visto che alle medie, una volta ho detto, a proposito della posizione di un armadio in classe: «...no, li sarebbe antiestetico!», e la prof. mi ha guardato ribattendo «Ce ne sono già di cose antiestetiche in questa classe!»... cosa c’entra questa parentesi di vita vissuta? Niente, Ok?, Qualcosa da ridire? E abbassate lo sguardo!!).

Incominciamo, per restare in tema scolastico, dalle unità di misura: fin dalle elementari si studia che esistono i metri, i decametri, gli ettometri, ecc. Ma chi ha mai visto un decametro? E gli ettometri? Avete forse mai sentito parlare, in atletica, ad esempio, di un ettometro piano o di sei decametri ad ostacoli? O il miriagrammo, che nessuno ha ancora capito di che cosa si tratta e quanto vale... E poi, le misure farmaceutiche: il nanometro (quello che usava Biancaneve per provare la febbre ai sette nani?), il picometro (che misura il grado di follia allo stato brado del mio predecessore Picio della Mirandola?), con tutti quegli strani simboli che nessuno conosce, e non si sa mai se il nanometro è più piccolo del micrometro o è più grande il picometro! E non si può nemmeno chiedere a quello che li ha inventati perché dove cacchio vai a beccarlo oggigiorno?! (sfogo personale).

Durante gli spostamenti in automobile, poi, uno nota una marea di cose inutili. Ad esempio, quante auto hanno sul lunotto posteriore il triangolino adesivo della Chicco che dice “BEBÉ A BORDO”. E allora?! Chissenefrega del tuo bebè! Cosa posso farci io se è a bordo, lo lasciavi a casa, tanto, mica si diverte a respirare l’aria inquinata di una colonna di auto che avanzano a passo d’uomo! Cosa dovrei fare, vuoi che mi fermi e venga lì a curartelo mentre ti fermi all’Autogrill? Già l’Autogrill, dove sulla porta d’ingresso c’è il cartello “APERTO 24 ORE SU 24”... Di quante ore è il giorno? Ventiquattro. E allora è assolutamente inutile contare quelle in cui resta aperto se sono tutte... capisco foste aperti, che ne so, venti ore su ventiquattro: allora avreste ragione a specificare il numero di ore... Scrivete “APERTO SEMPRE”... anzi, scrivete solo “APERTO”... anzi, non scrivete niente, lasciate la porta aperta e finisce lì la storia!

Ma anche sui treni le parole inutili si sprecano: pensate alla parola ritirata. Non capisco il motivo di associare il gabinetto alla ritirata. Perché mai? Personalmente, quando vado al gabinetto non mi sento affatto sconfitto, mi sento piuttosto liberato!

Ma la serie di cose inutili non finisce qui: è pieno il mondo che ci circonda e possiamo vederne tutti i giorni.

I passatempo, ad esempio, sono del tutto inutili. Prendi la Settimana Enigmistica: vanterà innumerevoli tentativi di imitazione, sarà stata pur fondata e diretta per quarantun anni dal Cavaliere del Lavoro Gr. Uff. Dott. Ing. Giorgio Sisini Conte di Sant’Andrea (ha fatto tutto lui, questo asino!), ma è pur sempre inutile!

Mettiamo che devo fare un lungo viaggio in treno o in pullman o che devo andare dal dentista e aspettare per ore ed ore in sala d’attesa, allora compro la Settimana Enigmistica. E qui inizia il dramma. Innanzitutto faccio i giochi che so fare; sopra quelli che non so fare scarabocchio de pupazzetti strani; leggo le barzellette e non rido (specie se sono dal dentista); aguzzo la vista fino a rischiare la totale cecità, ma mi è impossibile scovare più di ventidue piccoli particolari dei venticinque richiesti, né sono poi in grado di scoprire quali sono i restanti tre, consultando quel quadretto di minuscoli sgorbi a pagina quarantasei che viene spacciato per soluzione; non mi intenerisco affatto ricomponendo i due frammenti che descrivono le penose vicende del derelitto Alfredo; mi perdo lungamente e inutilmente a pormi quesiti non della Susi ma sulla Susi, inquietante caso patologico di ragazza che non vuole crescere, che non cambia mai quella sua maglia a rigoni orizzontali, che non si interroga mai su questioni di qualche senso, che ancora non si è decisa ad impallinare quel petulante corvo, incapace persino di mettere in ordine una frase. Infine, giunto ormai allo stremo delle forze, disegno i baffi all’attore che compare in fotografia sulla prima pagina, poi disegno anche la barba (se si tratta di un’attrice disegno comunque barba e baffi per vedere come si presenterebbe se fosse un uomo), poi disegno gli occhiali, poi scurisco gli occhiali, poi allungo i capelli dietro, poi sulla fronte, poi infoltisco la barba sulle guance, poi disegno un grosso neo peloso sul naso, infine scarabocchio rabbiosamente una grossa palla nera e butto la Settimana Enigmistica... Consultando l’orologio scopro che sono passati solo ventitré, ventiquattro minuti e che mi restano ancora quattro ore e venti di viaggio! Ora, io mi domando a cosa cavolo serve un passatempo che non ti fa passare il tempo, anzi ti fa innervosire di più di quello che sei già per il semplice fatto che devi trovare il modo di trascorrere una buona quantità di ore!

Per finire in bellezza voglio indicare la parola forse più inutili di tutto il vocabolario, a paragone della quale anche Montmartre sembra intelligente: dannazione, esatta traduzione in italiano dell’inglese damn!, esclamazione di disprezzo e disappunto, ma totalmente priva di forza enfatica! Facciamo un sondaggio: quanto di voi, milioni di lettori dice abitualmente dannazione quando qualcosa vi fa incazzare?

Eppure i film americani sono pieni di «dannazione»: mettiamo che ti trovi nel bel mezzo di una rapina a mano armata, i malviventi incalzano con il loro mitra in mezzo alla gente, uomini donne bambini cadono sotto i colpi come carne al macello, la tua auto nuova, parcheggiata lì di fronte è ormai crivellata di colpi dal cofano al bagagliaio, tu ti trovi di fronte al criminale più incazzato che ti punta addosso un mitra ancora fumante, ti stai già ca**ndo addosso tanto che emani l’odore di una bonza per la pulizia dei tombini fognari, e cosa esclami a gran voce? Dannazione!

Come vedete il mondo è realmente pieno di cose inutili, cercate a casa vostra, fra i vostri amici e conoscenti e fatemi sapere che cosa reputate più inutile: un omaggio a chi sottolineerà l’inutilità di Calliope* e di Montmartre!