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Il bacio








Da tempo diversi giornali, anche quotidiani seri, si stanno dedicando con una cura disumana all’argomento ‘educazione sessuale’.  Sono passati i tempi in cui l’educazione sessuale si limitava ad un «Se ti tocchi diventi cieco!!».  Frase che ha creato grande imbarazzo in ogni famiglia quando il nonno iniziava ad ammettere «Inizio a non vederci più bene...»; senza contare i commenti dei bambini al passaggio di un cieco col cane guida: «Sporcaccione!!!».  Tutto sommato, sembra che oggi se ne parli ovunque di più... spesso, troppo spesso, anche a sproposito!

Mi è capitato fra le mani qualche mese fa uno speciale del Corriere della Sera proprio redatto sull’argomento dai maggiori esperti nel settore.  Me li immagino, tutti riuniti, il sessuologo, lo psicologo, il ginecologo, il pippologo... Tutti li attorno ad un tavolo a redigere una guida...  Che poi sarebbe bello sapere che qualcuno la usa nelle diverse fasi dei suoi rapporti: man mano che procede tira una riga, non so, evidenzia le cose più importanti, segna i suoi appunti personali, stile: “OK, questo l’ho fatto, il bacio sì, la mano non l’ho messa lì, questo lo faccio domani, la spesa l’ho portata a casa...”.  Sì, perché sono arrivati persino a scrivere un articolo sul bacio: il più eclatante, credo; ed è proprio a questo che voglio dedicare la pagina di oggi: vediamo di commentarlo parola per parola, cazzata per cazzata!  (L’ho aggiunto nella pagina precedente, tanto perché possiate seguire anche voi).

L’inizio è già testimone del tutto: “Chi non ricorda il primo bacio?...”  Io ad esempio: mi ricordo gli altri — sì, perché ce ne sono stati di altri — ma il primo devo sforzarmi per ricordarlo.  “..Spesso è il primo gesto d’amore, sognato, immaginato, atteso con ansia..”: no, è venuto così per caso, mica avevamo fatto progetto scritto!  Eravamo lì, da soli, niente da fare come al solito, e allora via, una bella sling***a...

Poi, alcune righe sotto “...col primo bacio non bisogna fare passi falsi, perché da questo può dipendere il futuro dell’intesa...”: chi l’ha detto?  Io quella l’ho rivista tutti i giorni ma non abbiamo più parlato di baci o altro!  E poi l’intesa: un matrimonio dura da 56 anni solo perché il primo è stato un bel bacio?  Se aveva l’apparecchio divorziavano dopo 3 mesi?

Ma ecco, iniziano i consigli: “..:Prima regola: non forzare mai l’altro...” anche perché altrimenti è stupro e c’è il codice penale, cinque anni di reclusione per molestie!

Poi, enciclopedicamente, elenca “...Quattro i tipi di bacio: 1. Leggero, con le labbra che si sfiorano...”, buttato lì un po’ a caso, quello che tentano i compagni di scuola a Natale: primo bacio sulla guancia, col secondo invece sbaglia mira e finisce sulla bocca (frase tipica di lei «faccio finta che non hai fatto niente!»).  “2. Forte, con le labbra che premono su quelle dell’altro...” è un bacio un po’ violento che cerca di strappare le labbra dell’altro... e poi “3. Umido, con le bocce socchiuse ed una maggiore carica erotica...”, ancora più forte, oltre alle labbra ti aspira su tutto, anche le busecche!  Fermo restando che la definizione “umido” fa anche un po’ schifo: sembra di baciare un ranocchio!  Ma ecco, infine “4. Profondo o alla francese, con la lingua che penetra nella bocca dell’altro...”.  Due i commenti da fare, entrambi sul linguaggio — la dinamica mi sembra più che chiara — .  Perché innanzitutto, “alla francese”, perché mai dobbiamo riconoscere ai cugini d’oltralpe anche questa prerogativa: guardate che limonavamo anche noi, e anche prima di Napoleone!!  E poi, pessima la scelta dei vocaboli: mi ha fatto notare un caro amico che il verbo “penetra” è completamente fuori luogo: non c’entra col bacio; caso mai, se il bacio va bene, dopo si penetra... ma non durante il primo bacio!

Pausa di poche righe e poi: “...Attenzione ai rumori: un bacio per avere fascino deve essere silenzioso...”: ma chi lo ha mai detto?!?  E allora, non ve le ricordate le ultime file dei cinema, dove si andava solo per limonare?  Con dei rumori, che sembrava di essere alla fontana quando le donne facevano il bucato: «...lo sciabordare delle lavandare...»; altro che silenzio!

Prima del paradossale un consiglio utile: “...L’alito dovrà essere gradevole...” poi si scade nel ridicolo “...se non si è sicuri di sé meglio prendere le dovute precauzioni, compresa quella di frasi sistemare, per tempo, la bocca da un dentista...”.  Qui è bello immaginare un ragazzo che deve baciare la sua lei e va dal dentista “per tempo” a farsi sistemare giusto quel perno moncone che ogni tanto balla un po’... Qui però scopre che per un bacio sicuro sarebbe meglio che si decidesse per un’ortodonzia completa, certo, il costo è di qualche decina di milioni, ma ne varrà di certo la pena!  Finito il capolavoro, pagato rigorosamente in contanti, se ne torna, sorridente come Ridge di Beautiful, dalla sua bella ma non appena tenta di baciarla lei si scosta: solite storie «Caro, sai stasera non ne ho voglia...» e compagni bella...  E allora? Dopo i milioni spesi, a lui non resta — fattura del dentista alla mano — che rivendicare il bacio che gli spetta!!!

Ci avviciniamo al finale dell’articolo: “Quanto agli occhiali non è indispensabile toglierei”, magari si rischierebbe — che ne so, nella confusione — di baciare la ragazza sbagliata solo per un calo di vista; ed ecco si arriva all’apoteosi della cazzata, il finale: “...Ma se si desidera che i baci si ripetano, meglio sfilarsi le lenti con calma e sicurezza: servirà anche a chiarire che cosa si ha in mente...”!  E mi immagino mio nonno che ci vede poco solo da lontano che va a ritirare la pensione e la signorina allo sportello gli chiede di firmare la ricevuta; allora lui si sfila gli occhiali, e lei con disprezzo: «Porcoooo!!»...