Home Page Cabaret

Appendice: Pagellone









Anche Pacco, nei suoi cinque anni di Liceo, ha potuto gustare il divertimento di una “gita lunga”, per la precisione ben 5 giorni nella ‘capitale d’oro’ d’Europa: Praga.  Al ritorno non ha dimenticato di valutare, accuratamente, ogni aspetto della vacanza, è per questo che ho deciso di aggiungere anche il reportage curato dal nostro inviato speciale a Praga... (Nella sezione fotografica, non mancano le foto di questa splendida avventura!)

Per chi non c’era, e se c’era dormiva (o meglio, beveva), per chi ne ha sentito parlare, per chi voleva esserci, per molti ma non per tutti... ma soprattutto per chi potrà ammettere con orgoglio, bullandosi con gli amici al bar, «io c’ero!», ecco a voi il

Pagellone di Praga '97

— Voto 1  all’abile furfante che borseggia i 3 anziani (Arzani, Pupino e Di Benedetto, detti prof.) sul metrò: corre voce fosse un finto c(i)eco ma nessuno può affermare con certezza se in realtà ci vedesse bene o fosse solo slovacco!  Comunque non c’è più religione (usciremo un’ora prima?)!

— Voto ad Andrea G. che, dopo aver gettato il bastone bianco di un cieco (vero, stavolta) fra i binari della metropolitana, esclama scagionandosi «io salivo ma lui non mi ha visto!».  Boy-scout!

— Voto 2  all’hotel Opatov, “casa” (qualcuno ha osato chiamarlo anche così!) dell’Italiano a Praga.  Il voto complessivo risulta determinato dalla media ponderata (cioè fatta a caso) di:

— Subvoto 4+  alle camere: la finestra è un po’ sgarrupata e le gambe del letto si presentano inclinate a 45° rispetto alla Linea di Terra (finché l’inclinazione non raggiunge i 30° potete anche dormire tranquilli!);

— Subvoto radice-di-3   al bagno delle camere: se la porta non si chiude, la serratura è rotta, il “caldobagno” appeso, di produzione russa (un Mig), vi cade pericolosamente sulla tesa e se si forma il lago di Tiberiade davanti al lavandino ogni volta che usate la doccia, è tutto normale!  Occhio invece a non aprire lo sportellone di ghisa dietro al cesso: tra gli scarichi muffolenti un pantegana di un metro emmezzo potrebbe saltarti addosso;

— Subvoto 3 all’impianto elettrico: vabbé che il campo è ovunque, ma prendere la scossa dalle porte di legno mi pare troppo!  (Ma ho capito che è regolare quando ho visto i collegamenti volanti sotto il cruscotto del pullman gran turismo che ci ha portati all’aeroporto!);

— Subvoto 6  ai portachiavi delle porte: souvenir obbligato!

— Subvoto -7  al cibo: il pollo diventa gulasch (nella forma proverbiale-dialettale “ma va ‘ dar via ‘l gulasch”), poi diventa arrosto (Darwin ne sarebbe orgoglioso, noi un po’ meno!), e le uova si ossidano mentre i crauti si riducono (esempio lampante di red-ox chily peppers (messi un po’ ovunque, secondo la culinaria locale!)), l’acqua è servita ad 1 decilitro alla volta ed il succo di arancia presenta una leggera annacquatura (se ne contava una mole ogni 5 litri!);

— Subvoto 2  alla vista dalle finestre: un cimitero e più di 500 condomini stile Opatov, che si contendono la palma della tristezza solo con Greco Pirelli!  In più Skoda Felicia verde mela sparse un po’ ovunque a caso!

— Subvoto  agli ascensori: per fare 7 piani si correva il rischio di impiegare più di un’ora, fra fruscii e cigolii da Casa Haddams;

Commento a caldo dalla viva voce della professoressa Arzani al telefono con l’agenzia SalTours di Lecco: «l’Opatov è un cesso».  Dunque, un cesso!

— Voto   alla balda schiera di “borghesi” che si è avventurata, l’ultima sera, nella magica atmosfera del Casinò.  Entrarono gasati con aspirazioni miliardarie (Chicco commenta «a me questi posti mi esaltano un casino») ed uscirono alleggeriti tanto da non potersi permettere nemmeno una Coca Cola media al MacDonald’s lì vicino.  Ridendo e scherzano sono stati in grado di perdere diverse migliaia di corone (ma tanto valgono poco, non vale la pena riconvertirle in lire al rientro.  Yuppies 1, 2 e pure 3!

— Voto 3  a Manuel che dorme e si sveglia a comando: mentre dice «ho un po’ di sonno» sta già russando.  Inutili i tentativi di riportarlo in lui con il flash della macchina fotografica: solo il pronto intervento del dentifricio dei Turtles, ben spalmato sulla guancia, è valso a svegliarlo.  Il grido nella notte «ma che ca**o è????  Datemi la mia selvietta» ha fatto vibrare i vetri (non ci voleva molto) dell’Opatov.  Incontro ravvicinato del terzo tipo!

— Voto   a Davide (e folta schiera di seguaci sveglioni) che scambia la saponettina dell’albergo, fornita insieme alle salviette, per un preservativo: Maurizio, con certezza, afferma «sì, la scuola deve farne richiesta».  E c’è chi, scartata l’ipotesi anticoncezionale, l’assaggia per sapere se è cioccolato bianco! Vizi privati.

— Voto 4  alla magnanimità di Ernesto Ipse che, commosso dalla bravura di un giovane violinista che suona sul ponte Carlo, chiede all’amico di dargli qualche moneta.  Alla risposta sconsolata «ho solo 500 lire», ribatte «Oh, adess esagera: cincent franch!!!».  Il richiamo della Brianza che è in te!  Pïugiat!

— Voto   al bar in piazza Staromesta Namesti: qui il proprietario, un ridente omone di 2 metri per 1,5 si preoccupa personalmente di acchiappare i clienti dalla strada prima ancora che loro sappiano di aver sete... e poi non offre nulla: tutto carissimo! Cacciatore di tonni.

— Voto 5  a Noemi e Ale che, affamate di banane (??), abbandonano il gruppo e cercano un fruttivendolo; peccato che perdono la strada e dimenticano l’appuntamento alla chiesa di Panna Maria vinarna (forse beveva?!), patrona dello studente e garante delle promozioni (abbiamo assistito a scene di venerazione  e forti attacchi di improvvisa religiosità).  Comunque, tornando alle due, solo il baldo Usu varrà a trovarle, confuse e felici (per aver mangiato la banana)! Affamate.

— Voto   alle fettine di c**o: voci di corridoio affermano che permettono di conquistare il premio più ambito per un giovane di 17-18 anni: personalmente non ho visto nessun premio che, comunque, resta un sogno irraggiungibile, unico discorso valido alle 3 di notte, durante i talk show monotematici della cinque-giorni praghese. Tutte dicerie.

— Voto 6  a Mela e Davide, esponenti rispettivamente della sbronza risaiola e della sbronza musona (categorie scientifiche studiate da Tambu durante una relazione di religione improvvisata).  Comunque ogni sera era la festa dell’uva: parole in libertà e concetti pochi ma confusi («sono io che vado su, o sono le scale mobili che vanno giù?» (Mela)), e c’è chi si incazza e grida «spegnete la luce e andate tutti fuori dai co***oni che devo dormire!!» (Davide)... Ma, citando Mela alla fermata della metropolitana mentre barcolla e ride come Valeria Marini, «scommettiamo che sto serio fino all’albergo...».  Casi clinici.

— Voto   alla camera 811, la mia!  Immatricolata per 5 persone in due locali (+ bagno, ma fa niente!), riesce ad ospitare fino a 22 persone in un solo locale: cataste umane, scambi di pigiami, piedi ignoti su cui inciampare, e poi gente che cade dal letto ogni minuto, dialoghi improbabili tipo «Pàlpati su un po’ la Zanza e non rompere!»; risposta «Io la Zanza non la palpo perché è mia amica!» (indovinate chi sono i due interlocutori! Per la risposta vedere il punto precedente).  Infine si è distinto chi, all’alba delle 3;30 a.m. dormiva in piedi come un cavallo, motivando «sto aspettando che si liberi un posto» (Manuel).  Parcheggio a ore!

— Voto 7  a Spreone che sale indefesso ben 200 gradini a chiocciola a forma triangolare con superficie di 10 dm2 con le stampelle, e cammina per 4 giorni interi in lungo e in largo senza dare segni di stanchezza (anche un’altra persona non dava segni di stanchezza, ma però parlava sempre.  A sproposito!).  Il ticchettio delle sue stampelle risuona ancora nelle nostre orecchie, i calli tagliano ancora le sue mani.  Custodito gelosamente il panno con cui gli hanno asciugato il viso (si dice ne riporti l’impronta (usava il fondotinta?!?)).  Strenuo.

— Voto   alla voce della metropolitana; non proprio prelevata da una chat line, ma comunque con chiarezza e decisione sovietica ricordava al grido di Vistup panastup (o similia) il chiudersi delle porte.  Inesorabile, ovvio.  Ma c’è chi (tale Passera) resta fuori con un’espressione da «e adesso cosa faccio».  Ma il vagone inesorabile di questo paese senza religione parte e lo abbandona a Mustek.  Cerca famiglia.

— Voto 8  all’eroe di tutti noi: Alfio. Sarà pure alto 20 cm seduto e 25 cm in piedi, ma ha dormito sempre con la ragazza più desiderata di Praga... e forse anche di Calolziocorte (ai buoni intenditori non sarà difficile riconoscerla).  Paese dei balocchi.

— Voto   al neologismo trašona: esclamazione di disappunto personale verso chi scassa i maroni e non si leva dai piedi nemmeno a pagamento.  In particolare riferito a chi, come un ponte salino di una batteria (essendo a Praga, si chiama salinuv Most), non si rompe mai, continuando a conferire energia per le domande («ma gli aerei hanno la retromarcia?») e le affermazioni («queste statue sono di ceramica» (era marmo!!!)) più assurde.  Ma trašona è anche internazionale: un gruppo di tedeschi bevuti fino all’orlo si unisce al coro lecchese, che si sbronza nella birreria Vivaldi — un po’ di pubblicità al simpaticissimo folletto (il proprietario) —, e grida «Hinauslennhen oufidersen trašona!!!».  Europa Unita, cosmico!!!

— Voto 9  alla Birra.  Per poche lire (ma proprio poche) si può gustare un buon boccale da mezzo litro: meglio comunque non eccedere perché i risultati si vedono ancora dopo una settimana dal ritorno, quando dovrai fare uno sforzo immenso per capire cosa chiede il prof. che ti interroga.  E a Praga ricordano ancora che cantavi per le strade «tutti mi chiamano bionda...» anche se tu giuri (sui tuoi figli) che non è vero!  Alcolismo degli studenti!

— Voto   agli amori nati, dichiarati, coronati, sfortunati, cornificati (ecc. ecc.) a Praga in soli 5 giorni!  Per questioni di signorilità non azzardo i nomi ma i diretti interessati si riconosceranno (forse arrossendo? Controllate) di certo. Lussuriosi.

— Voto 10  a Praga. Trenta secondi di serietà per dire che è stato stupendo, che qui tutto è davvero magico, che le luci sono da favola e le strade irreali, che c’è da vedere di tutto e sicuramente da divertirsi.  La compagnia, poi, è stata mitica (questo pagellone dovrebbe darne un’idea, ma in realtà non è possibile scrivere in poche pagine tutto il nostro divertimento!).  Un grazie enorme anche agli accompagnatori, che ci hanno sopportato, che hanno mangiato all’Opatov e camminato ininterrottamente nonostante la veneranda età!  Infine un consiglio: se non ci siete stati dovete andarci di sicuro: se volete una guida cercatemi perché vi seguo all’istante.  Troppo mitico!!!!!