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Ciao a tutti da Pacco: rieccomi dopo la
pausa natalizia. Mi auguro che vi siate divertiti e che, forti della tradizione
per cui ‘'quello che fai a Capodanno lo fai per tutto l'anno'', abbiate fatto
per benino tutto ciò che volevate... (oh, non si può dire niente che subito
tutti pensano male!).
Ma bando alle ciancie [si scrive ‘ciance' senza 'i'!? Vabbé (o vabbuò come
dicono a Bulciago), ''Don't look at the hair!'' (=non sta' a guarda' er
capello!)]... dicevo: bando alle ciance e veniamo a noi: quando ho visto la
cassetta delle lettere con le vostre risposte non ho potuto esclamare altro che
''ölla Madonna!!'' (parafrasando Dante davanti alla porta dell'Inferno nella
libera interpretazione del prof. Pupino... anzi, approfitto della citazione per
spezzare una lancia a suo favore: regaliamogliela ogni mese 'sta benedetta copia
dell'Aquilone che la desidera tanto!!) [e chiudiamo un po' di parentesi
che ne ho aperte fin troppe! (N.d.P.)].
Ehm... stavo dicendo ‘'ölla Madonna [e 2! mi sa che chiudono il giornale per
colpa mia!] quante lettere! quante risposte!'' (ironia manzoniana). Ma cosa
avete fatto tutte le vacanze per non poter trovare 20 secondi da dedicare al mio
sondaggio?? Non avevo mica chiesto cosa sono i ''cosi'' di Castagna (avreste
vinto più di 200 milioni!)... mica volevo sapere cosa è ''BuzFizQuiz''! Anzi,
adesso ve lo chiedo proprio! Concorso 'Meet & Greet Pacco e vinci
aquilone': a chi saprà dirmi entro il prossimo numero (e, se l'Aq. continua
ad uscire con queste pause craxiane, avrete un bel po' di tempo) cosa è o cosa
vuol dire ''BuzFizQuiz'', offro personalmente una copia dell'Aquilone (può
partecipare anche il prof. Pupino). Un indizio: c'entra la TV, ma andate
indietro un po' di anni, visto che si tratta di un'altra gemma storica come
quella delle Mekap.
Come avrete certamente già notato dal titolo (eh già, l’ho messo apposta!),
questa volta parliamo di pubblicità, e lo vorrei fare senza soffermarmi
sull'onestà o sulla moralità degli spot (cosa, del resto, troppo seria ed
intelligente da fare!), ma semplicemente scattando una serie di 'Polaroid'
scelte fra gli spot televisivi più belli e più brutti; alcuni sono veri e
propri film, brandelli di storia, direi, (pensate al Carosello, anche se la
nostra generazione non se l'è potuto gustare, con, solo per citarne due,
Caballero e Carmensita per la pubblicità Paulista), altri sono emerite
vaccate senza quartiere! Ma veniamo ad alcuni esempi più o meno recenti.
Ricordo della mia infanzia è il ‘Mago G' Galbusera, un imbecille coi
capelli gialli che girava in bici cantando e distribuendo biscotti; chi poi non
conosce lo spot immortale (avrà ormai dieci anni) del veterinario dell'Amaro
Montenegro che prendeva le scuse più puerili (andava addirittura a salvare
un cavallo) per trincarsi un bicchiere di amaro? Alcolizzato! Forse più vecchio
ancora è lo spot di Pippo Baudo che riusciva, o almeno tentava, di spacciare
una pubblicità con tre ballerine sfigate per il Varietà Kimbo. Una roba
di una tristezza...
Una pubblicità di un po’ di anni fa che ricordo bene, non so per quale
motivo, è quella del cibo per cani Pal dove c'era un trucidone toscano
vestito in modo improbabile che diceva «Soh ventahnni che doh
Pal ai miei cahni e noh si sohno mahi lamentahtih!».
Che poi a me fa scompisciare dalle risate quando al supermercato vedo le scatole
di cibo per cani o per gatti con la scritta ''Gusto coniglio - Gusto nuovo
migliorato'': ora io mi chiedo domando e dico: o c'è uno che lo ha assaggiato e
lo mangia da anni (perché non solo deve aver mangiato quello ''migliorato'' ma
anche quello... ''peggiorato''), oppure questa persona ha un cane che parla e
ammetto che, in questo caso, è il mio nuovo eroe!
Poi ci sono gli spot terribili, quelli che ti mettono l’angoscia: vi ricordate
quell'idiota con gli occhiali scuri che diceva «Potevamo stupirvi con effetti
speciali...». E chi non si è strappato i capelli per lo spot della Cloralit
(caramelle per profumare l'alito): si vedeva un tipo che entrava in un bar e
patapam! tutti si bloccavano e lui arrivava con un centimetro a misurare la
distanza fra questi mentecatti con l'alito pesante! Una causticità usata a
piene mani! O ancora, spaventosa era quella dell'Attack dove c'era una
casa in cui tutto andava in pezzi per poi essere incollato: drammatica! Sì,
perché, in effetti, tu cerchi di non guardarle o comunque di dimenticartele, ma
è impossibile: sono così insistenti che ti si fissano in mente e ti segnano la
vita. (e, tra l'altro, sono fatte proprio per questo!).
Ma esistono anche pubblicità belle o almeno simpatiche: a mio parere è
stupenda (da standing ovation) la pubblicità della Levi’s fatta con i
personaggi di plastilina (e con la musica di 'Boombastic'): lì si vede
che non sono trenta secondi fatti con tre lire, ma che invece c'è dietro uno
studio quasi da cortometraggio. Originale è invece quella dei jeans Diesel,
dove c'è quel batrace con la camicia viola che parla in un inglese un po'
scolastico con una pronuncia odiosa (pensate che io conosco uno che lo imita
benissimo e mi fa trenta volte al giorno «Hi! I'm Mr Philip. I made
these jeans...»: un tormentone!).
Ma al di là del divertimento più o meno masochistico, la pubblicità crea dei
veri e propri ‘'casi umani'' da studiare. Ve la ricordate Luisa (quella che
''arriva presto, va via presto e non pulisce il water'')? Ma cosa cavolo ha da
fare? Perché esce presto dal momento che non si è mai vista una casalinga in
anticipo? Oppure prendete Kaori: una povera deficiente che sa dire solo «Gni
gne gna Piladelpìa»: io la prendo a calci e la allontano da casa mia! E
invece no, lei ha trovato una famiglia beota che è felice di tenerla (e non si
è ancora capito se la pagano o se l'hanno adottata visto che prima la portano
in palestra e poi le fanno cucinare tartine per cento invitati). E poi c'è
Ambrogio, un vero caso pietoso: lui, tristissimo, vestito da vigile, tutto nero,
che fa comparire una piramide perfetta di Ferrero Rocher in qualsiasi luogo si
trovi, tutto per far colpo sulla signora in giallo 'vorrei-qualcosa-di-nuovo';
io spero proprio che prima o poi se la faccia! [ehm... non si poteva dire?!
Ormai!].
Mi fermo qui ma le pubblicità che meriterebbero un cenno si contano sulle dita
di una mano con molte dita [by Elio & le Storie Tese]; da quelle per
bambini (che li rinc..mbambiscono a tal punto che i bimbi escono piangendo da
ogni negozio e tu sembri Erode perché non gli compri quello che vedono in TV) a
quelle per adulti (che dipingono un mondo empireo, dove tutti sono felici,
ricchi, non lavora mai nessuno, tutti fanno gite in barca o si incontrano al
supermercato, girano con macchine e ragazze stupende...) le pubblicità ci
rendono succubi delle mode e degli status symbol. Ma, se centellinata, la
pubblicità può anche risultare divertente e a volte anche utile: quanti, ad
esempio, approfittano dei tanto criticati ‘consigli per gli acquisti' durante
un film per bere qualcosa o per andare in bagno?!
Il tempo stringe e dalla regia mi sfumano per cui agevolo la conclusione e vi
invito a scrivermi per esprimere il vostro parere su questo o qualsiasi altro
argomento. E adesso pubblicità e chi cambia canale... ehm.... chi cambia
giornale è Kaori!!!
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