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Relazioni delle liti









Mi sono accorto pochi giorni fa di come ognuno di noi sia poco obiettivo nel momento in cui si appresta a raccontare ad un altro (mettiamo la moglie, l’amico o la fidanzata) una lite che lo ha visto protagonista.  Ma vediamo di fare qualche esempio: fra virgolette inglesi in corsivo (“così”) inserirò le frasi di me che racconto, al ritorno a casa.

Innanzitutto, nella nostra relazione, colui con il quale abbiamo litigato è un idiota che non sa parlare.

Ad esempio, caso tipico di lite per un tamponamento in auto; situazione: uno mi tampona all’incrocio con una jeep anche piuttosto violentemente... “Io scendo, educatamente, mi accosto alla sua auto e — parlata come Franco Nero — mi accingo a spiegargli: «Vede, in questo bel Paese, che è l’Italia, vi sono dei codici che regolamentano la vita di persone civili come me e lei: in uno di questi si ventila l’ipotesi di dare la precedenza a chiunque provenga per strada dalla propria destra.  Ora, io provenendo in codesta situazione dalla sua destra mi auspicavo che lei si fermasse e mi concedesse il passaggio al quale avevo diritto...».  Ma lui mi assale maleducatamente con la tipica frase «Mo che cozzo di proecedenzo???!!!»”  Notate, nella mia relazione il passante parla tutto in “o”: i casi sono 3:

1.    gioca a parlare in una lingua simile alla lingua farfallina che usano i bambini all’asilo: “fri fa fra ful fri fa...”

2.    ha ingoiato un piccione

3.    è scemo!!

Ovviamente io che racconto propendo per la terza!

Secondo esempio: chi litiga con noi adduce sempre argomentazioni inesistenti.

Caso tipico, sempre automobilistico di una persona che parcheggia davanti al mio passo carraio cosicché non posso uscire di casa in auto.  “Quando si presenta io, educatamente, gli faccio notare che mi ha creato problemi e gli spiego per il futuro tre possibilità:

1.    «Optimum non doveva lasciare la macchina lì, proprio davanti al mio ingresso»;

2.    «Poteva almeno lasciare la folle — non la sua amica quella un po’ mattacchiona, intendo —, così avrei potuto spingerla di poco per uscire»;

3.    «Avrebbe potuto almeno lasciare un biglietto con il posto in cui si era recato così mi sarei fatto carico dell’onere di avvertirla della mia necessità...»

Ma ecco che lui ribatte prontamente «Oh, il passo carraio, di qui di là!!»”  Ora tu dimmi come può aver detto «il passo carraio di qui di là», cosa ca**o stava dicendo, aveva bevuto grappa?

Terzo esempio: colui con il quale litighiamo ha sempre una donna accanto, che può avere qualsiasi età — può anche essere la sorellina di 8 anni — ma dal momento in cui apre bocca nella lite è sempre e comunque una “troia”: frase tipica “... E quel troione che aveva insieme...”!

E poi, sintomatico, il finale: tre le possibilità.

1.    “Avrei voluto menarlo ma non valeva la pena di sporcarmi le mani...”: moderato, di chi non vuole farsi troppo notare all’interno di una storia già pesantemente di parte.

2.    Oppure “Gliele ho date di santa ragione”: tipico di chi, nei propri racconti, vince sempre, quasi una sorta di sadico mangiatore di carne umana.

3.    ancora “Gliene ho dette 4 che non ha più osato parlare e se ne è andato con la coda fra le gambe...”: classico esempio di chi, sapendo anticostituzionale qualsiasi contatto fisico, preferisce limitarsi ad un severo rimprovero materno... [anticostituzionale non era riferito alla Costituzione Italiana, ma alla costituzione fisica del protagonista, evidentemente meno virile dell’avversario]. Cosa ca**o avremo poi detto per farlo andar via umiliato?

Prima di concludere vorrei aggiungere la radiocronaca di un tipico litigio stradale — sapete che mi sento molto coinvolto! — fra un pedone ed un automobilista.  Premetto che devo “mimarlo per iscritto”, dato che, a causa della progressiva insonorizzazione delle auto, si svolge tutto sul piano della mimica: per questo bisognerebbe vederlo, più che leggerlo...

L’automobilista inchioda in mezzo alla strada perché un passante gli ha attraversato la strada;

Automobilista:  mimica per dire «ma cosa fai mentre attraversi?  Cerchi la cometa?».

Pedone:  stupore in volto, frase calma «Ca**o vuoi?» indicando le strisce pedonali.

Automobilista:  ancora più irritato ripete l’espressione precedente e, con la mano, indica al pedone di completare l’attraversamento, come una concessione...

Pedone:  inizia moderatamente ad incazzarsi e torna ad indicare le strisce.  Il battibecco gestuale continua finché il pedone inizia ad attraversare mentre l’automobilista si prepara a partire con un sonoro rombo di motore ed una sgommata.

Automobilista:  parte, si allontana. Quando è ben lontano...

Pedone:  gesto per dire «torna indietro che ti faccio un cu*o così!!»

Automobilista:  luci della retromarcia...

Pedone:  gesto con tono concessivo per dire bonariamente «ma va, va...».

Ma quasi sempre, tra i due litiganti il terzo gode (non c’entra un ca**o ma è d’effetto per concludere la puntata...).