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«Ma chi è
Pacco?»... Quante volte mi sono
sentito fare questa domanda... e adesso, nel presentarmi, devo presentare anche
lui! Pacco è nato come personaggio
protagonista delle poche barzellette che conoscevo, quelle stupide che si
raccontano il sabato sera agli amici... Poi
Pacco è cresciuto, ha acquistato un carattere, una serie di abitudini, ed è
diventato quasi vivo: adesso guarda la TV, gira per la città, conosce persone
e, sempre con la sua logica assurda, pensa... Da pochi mesi ha messo in atto un
progetto più volte considerato: quello di scrivere brevi monologhi-dialoghi per
alcuni lettori (elitari) (fanno capo, in parte alla rubrica fissa de “Lo
Sproliquio”, 1995/96, in parte a quella di “Pirlandello”
anni 1996/97/98)
Da
parte mia è un po’ che volevo scrivere, o meglio assemblare, questo libretto
in cui raggruppare diversi “pezzi giornalistici”, nati appunto per il
giornale scolastico del Liceo, l’Aquilone.
Per questo motivo, nel rivederli per una pubblicazione complessiva, ho
deciso di mantenere immutato lo stile di dialogo aperto con i lettori, la
collocazione cronologica dei diversi pezzi, ben ispirati a situazioni
particolari che si sono prospettate mentre scrivevo o cercavo l’ispirazione
per quelle due pagine mensili che mi spettavano sul giornale.
Tuttavia, numerosi pezzi sono ‘inediti’, e quindi si presentano come
puntate a sé, in una specie di cabaret
virtuale fra me che scrivo e voi che leggete (spesso, infatti, necessiterebbero
anche della mimica e della pronuncia giusta per essere completi!).
La
maggior parte di questi pezzi è stata scritta di
getto, con quella inarrestabile furia febbrile che mi assale quando temo che
un’intuizione mi sfugga dalle mani e non ne resti più traccia in nessuna
parte del cervello! Raramente sono stati rivisti del tutto e modificati, e anche
gli argomenti accantonati dapprincipio perché “poco riusciti” sono stati
ripresi, in seguito, perché avevano comunque qualcosa di simpatico e originale
nella loro stupidità.
Appunto,
il motivo ed il fine unico per cui questi brani sono stati scritti è solo ed
esclusivamente il divertimento del lettore, che poi era anche il mio mentre
scrivevo. Perciò è inutile ricercare una motivazione “seria”: dopo le
lunghe ore di lezione in cui lo scherzo non era proprio la materia prima, mi
sembrava giusto concedermi e regalare una breve pausa di spensieratezza in cui
da spazio all’ilarità e all’esagerazione, per vendicare i torti del
quotidiano vivere con un sorriso.
Lo stile è
del tutto informale: aperto al pubblico di chi legge, desideroso di fare di loro
il vero protagonista; quasi “radiofonico”, nella sua strutturazione musicale
e parlata, un tentativo di riportare la radio, massima compagnia giovanile, allo
scritto di un giornale.
Il
protagonista è un me stesso esagerato, che approfitta del quotidiano
inutilizzato altrove nelle rubriche di seriosa informazione, per costruire un
monologo-dialogo del tutto paradossale ma ben riconducibile, con un po’ di
fantasia, alla vita di tutti i giorni. Forse potrebbe essere la chiave di
lettura, o meglio, il vero e proprio spirito di chi legge: sdrammatizzare la
vita quotidiana e cogliere meglio i più piccoli particolari che nascondono
sempre una buona dose di ironia.
Infine,
poche righe spettano ai ringraziamenti, rivolti all’Aquilone innanzitutto (il giornale, cioè, che mi ha dato spazio per
tutto questo periodo), poi, in rigoroso ordine sparso, a tutti gli amici che mi
hanno proposto di iniziare a scrivere e non hanno mai smesso di appoggiarmi nel
corso di questo lavoro:
-
a
Mad-Gatto, Cello, Albireo, Dany, X.bo, Chicco, la Bea, la Tata e la Ila, e a
tutta la redazione del giornale;
-
a
Elza-Calliope*, immancabile capro espiatorio dei miei pezzi;
-
alle
‘cene sociali’ dell’Aq., alla Pizzeria
de Castel, al gelato sul lungolago e alla chitarra di Albireo;
-
ai miei
compagni e ispiratori, in particolare a Manuel Bisquits (Timone), G.A.P., Tambu (Pumbaa),
ai Brothers, allo Zio Mela, alla
Zanza...
-
alle
Gemenzole e alle SorX;
-
a Marco
Santin e a Lunediretta, a Mai
Dire Gol e a Facciamo Cabaret;
-
alla TV
bella e brutta, alle cose belle e brutte, alle persone belle e brutte... a
tutto!
-
ma
soprattutto a tutte quelle persone che hanno ed avranno sempre voglia di
ridere!
Se ho
dimenticato qualcuno, spero non si offenda, ma la lista è veramente lunga e
credo che chi ha partecipato si riconosca nei vari scritti qui raccolti.
Non mi
resta che augurare a voi lettori un buon divertimento e ringraziarvi per la
scelta di lettura che avete fatto. Del
resto, se è vero che l’acquisto di un solo libro nella vita non procurerà
certamente alcun godimento interiore in chi lo compra, è altrettanto vero che
ne procurerà moltissimo, puramente esteriore, a chi lo vende.
Lecco, Agosto 1999

Prefazione
all'edizione multimediale
L'idea
di mettere su web quello che con tanta fatica (ma anche tanta soddisfazione e
divertimento) era già approdato alla carta si è dimostrato un modo comodo per
relazionarsi con un pubblico sempre più vasto, accogliendo anche critiche e
suggerimenti, sia grafici ed estetici, sia "tecnologici" ed
informatici, sia contenutistici.
Così,
in questi mesi, dalla sua prima pubblicazione in rete, la pagina di Pacco è
cresciuta e si è modificata. La sfida multimediale ha dato anche tanti spunti,
insieme con le nuove esperienze universitarie, con una valanga di nuovi amici
che non hanno esitato ad inviarmi "appendici" divertenti, col mondo
milanese così generoso di spunti tragicomici, con l'universo delle e-mail e di
tutto quello che circola nella rete: tutto ciò ha reso possibile veloci ma
significativi aggiornamenti, la comparsa di nuove storie e di rubriche inedite
(anche non mie). Nel ringraziare questi preziosi collaboratori, siano essi
persone, luoghi o cose, vi invito a visitare e a tornare ogni tanto in questa
pagina per non perdere gli aggiornamenti già pronti e quelli ancora in
preparazione.
Grazie
della visita e ancora buona lettura e (spero) buon divertimento!
Lecco, Giugno
2000
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